Il RITRATTO DI UN AMICO

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Fare un ritratto ad un amico può avere delle problematiche che non prendi in considerazione.

Già fare un ritratto non è una cosa semplice. Mi spiego meglio: non è semplice riuscire a tradurre in immagine quello che è l’incontro tra il soggetto fotografato e il fotografo. Il tutto si amplifica e diventa più difficile quando devi fotografare un amico, una persona che conosci. Sono tanti gli ostacoli che si presentano per il raggiungimento di un buon risultato.

Il primo ostacolo è sicuramente quello di non prendere troppo sul serio il momento. Un’amicizia porta anche una serie di concetti assodati che diventano preconcetti. Uno dei più grandi preconcetti è la sicurezza di conoscersi. Il risultato quando non riesci a gestire la situazione risulta essere sicuramente banale. Io cerco quindi di trattare l’amico fotografato con la stessa metodologia del cliente ordinario, con un tono leggero ma più “dominante”.

Qui in questa foto è ritratto una grande persona per me. Un antropologo che finora ha dato tutto il suo tempo alla conoscenza. Probabilmente lo avete visto in qualche manifestazione di rilevante interesse storico, con la sua reflex e una schiera di giovani pronti a conoscere i suoi insegnamenti. Lui può parlarti di qualsiasi popolazione e dei relativi riti, dal Messico a Bali. Molte di quello che ho imparato sulle persone le devo a lui.

Ho pensato all’importanza della sua conoscenza, al potere comunicativo che doveva avere l’immagine. Di sicuro il risultato è un racconto forte. Di sicuro è un ritratto di un amico.